L’App dedicata ai clienti con codice fiscale per gestire le utenze luce e gas in modo smart.
Durante una sessione di gioco, la PS5 consuma tra 180 e 220 W, mentre la Xbox si mantiene tra 190 e 220 W, valori molto simili tra loro. La Nintendo Switch risulta decisamente più efficiente, con un consumo di circa 10-15 W, grazie a processori meno potenti rispetto alle altre due console.
L’utilizzo di console porta naturalmente a un consumo energetico. Ma quanto consumano davvero le nostre console?
Partiamo dal consumo di una PS5. Per scoprirlo, è necessario valutare il consumo in base all’attività, distinguendo tra le sessioni di gioco e la modalità standby.
Il consumo medio di una PS5 durante una sessione di gioco si attesta tra 180 e 220 W. Questo valore sale soprattutto quando si giocano titoli che sfruttano appieno la grafica in 4K e il ray tracing.
Sappiamo, però, che la PS5 non è utilizzata solo per giocare: durante lo streaming di video il consumo scende a circa 90 W. L’attività della console influisce quindi significativamente sui consumi energetici.
Spesso si consiglia di mettere i dispositivi in modalità standby per ridurre i consumi. Nel caso della PS5, va detto però che la console in stand by consuma solo tra 1 e 5 W.
Va anche considerato che funzionalità attive, come la ricarica delle periferiche tramite USB, possono far aumentare leggermente i consumi. La gestione delle impostazioni è, dunque, importante per risparmiare energia.
Ma quanto influisce, quindi, una sessione di gioco con la PS5 sulla nostra bolletta?
Se ipotizziamo di giocare circa due ore al giorno, il consumo medio si aggira intorno a 0,4 kWh, il che si traduce in circa 12 centesimi al giorno. In un mese, si arriva così a poco più di 3,5 euro.
Anche lasciando la console in standby per le restanti 22 ore, il consumo aggiuntivo è minimo: circa 3,3 kWh al mese, poco più di 1 euro. Nel complesso, l’impatto sulla bolletta resta modesto.
Xbox Series X e S fanno parte, come la PS5, della nona generazione di console per videogiochi. Ma quanto consumano? Vediamolo nel dettaglio.
Dal punto di vista dei consumi durante il gioco, la Xbox Series X si dimostra leggermente più efficiente della PS5, con un consumo medio di circa 153 W.
Anche in questo caso, per lo streaming di film o contenuti video il consumo scende, attestandosi tra 40 e 50 W.
In modalità standby, la console consuma solo 0,5 W se impostata su risparmio energetico. Attivando invece la modalità instant-on, che permette di avviare la console rapidamente senza tempi di caricamento, il consumo sale a circa 13 W. Questa funzione, quindi, per quanto comoda, è sicuramente meno efficiente dal punto di vista energetico.
La Xbox Series S, con specifiche tecniche inferiori, risulta ancora più efficiente.
Basti pensare che, durante il gioco, il consumo si attesta attorno ai 74 W, circa la metà della Series X. Anche in standby, i consumi sono molto bassi, intorno a 0,4 W.
Come per la Series X, il consiglio è utilizzare la modalità risparmio energetico invece della modalità instant-on, per mantenere i consumi minimi senza rinunciare troppo alla comodità di accensione rapida.
La Nintendo Switch è senz’altro la console che, tra quelle citate, assicura un consumo più basso e un risparmio energetico. Va detto, però, che può essere utilizzata in due modalità: portatile o docked, cioè collegata alla TV.
Alimentata solo dalla batteria e senza collegamento al dock, la Nintendo Switch consuma in media tra 6 e 10 W durante il gioco. Lo schermo integrato è, infatti, relativamente piccolo e il processore è ottimizzato per un consumo ridotto, pur garantendo prestazioni fluide per titoli come Mario Kart o Zelda.
Anche durante sessioni più lunghe, l’impatto energetico resta minimo, per cui questa console è ideale per chi gioca spesso senza voler incidere sulla bolletta, specialmente se la si usa in modalità portatile.
Quando la Switch viene inserita nel dock per giocare sulla TV, il consumo aumenta, ma resta comunque contenuto rispetto a console più potenti come PS5 o Xbox.
Durante giochi standard, il consumo medio si aggira tra 15 e 20 W, con picchi fino a circa 18-20 W in titoli più complessi. Questo aumento è dovuto all’alimentazione del processore per l’output video HD e alla gestione di grafica più elaborata. Anche in modalità docked, comunque, la console rimane molto più efficiente delle altre console di nona generazione.
Analizzando i consumi di PS5, Xbox e Nintendo Switch, possiamo affermare che la più efficiente in termini energetici è sicuramente l’ultima.
CONSOLE |
CONSUMO MEDIO IN GIOCO |
CONSUMO MEDIO IN STANDBY |
PS5 |
180-220 W |
1-5 W |
Xbox Series X |
153 W |
0,5 W |
Xbox Series S |
74 W |
0,4 W |
Nintendo Switch |
6-10 W (portatile) / 15-20 W (docked) |
0,2 W |
La differenza di consumi tra PS5, Xbox e Nintendo Switch è del tutto normale se consideriamo le caratteristiche tecniche di ciascuna console.
Da un lato abbiamo, infatti, PS5 e Xbox Series X/S che appartengono alla nona generazione e sono progettate per offrire prestazioni elevate, con giochi in 4K, ray tracing e frame rate elevati, che richiedono processori e GPU potenti e, di conseguenza, un consumo energetico maggiore.
La Nintendo Switch, al contrario, punta su efficienza energetica e mobilità. Il suo hardware è meno potente, ma ottimizzato per sessioni di gioco portatili o docked su TV: una scelta che consente di non gravare troppo sulla bolletta, specialmente se abbinata a buone pratiche per risparmiare con il televisore.
D’altra parte, la scelta tra le console dipende dall’uso. Chi cerca gaming competitivo e grafica di ultima generazione opterà per PS5 o Xbox, mentre chi privilegia intrattenimento leggero, mobilità e costi contenuti troverà nella Switch la soluzione ideale.
Una cosa è certa: utilizzare una console può gravare sulla bolletta. Ci sono, però, alcune strategie per contenere il consumo elettrico di una PS5 o di una Xbox.
Le impostazioni di risparmio energetico rappresentano un valido alleato per ridurre i consumi di PS5 e Xbox. Disattivare l’avvio automatico o la modalità instant on è sempre consigliabile, perché queste funzionalità mantengono la console in uno stato semi-attivo e consumano energia anche quando non la si utilizza.
Un altro accorgimento utile è impostare lo spegnimento automatico dopo 10-15 minuti di inattività. In questo modo la console si disconnette in modo sicuro senza sprecare energia inutilmente.
Spesso il modo migliore per contenere i consumi consiste in piccole abitudini quotidiane, ma efficaci:
La PS5 consuma più di un PC gaming?
Dipende. Alcuni computer da gaming possono consumare più della PS5, mentre altri meno: molto dipende da componenti, prestazioni e impostazioni.
Quanto costa tenere accesa una PS5 per un’ora?
Circa 6-7 centesimi se si considera un consumo medio di 200 W e un costo dell’energia di 0,30 €/kWh.
La modalità “rest mode” incide molto sulla bolletta?
Solo marginalmente, perché in risparmio energetico consuma tra 1 e 5 W, mentre in instant on può salire a circa 13 W.
Le console di vecchia generazione consumano di più o di meno?
In genere di meno, perché hanno hardware meno potenti e non gestiscono grafica ad alta risoluzione o ray tracing, ma sono meno ottimizzate dal punto di vista energetico rispetto a dispositivi moderni.
Analizzare i consumi di PS5, Xbox, Nintendo Switch o di qualsiasi altra console è un buon modo per tenere sotto controllo i costi in bolletta e usare in modo più consapevole l’energia.
Conoscere quanta elettricità richiedono le nostre sessioni di gioco aiuta a capire dove intervenire per ridurne il consumo. La cosa più importante, però, è adottare sempre buone pratiche per migliorare l’efficienza energetica e non sottovalutare l’impatto delle piccole abitudini quotidiane. In fondo, giocare in modo intelligente significa anche gestire al meglio le proprie risorse.
07 gennaio 2026 |