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Quando parliamo di efficienza energetica ci riferiamo alla capacità di ottenere lo stesso risultato – in termini di comfort, luce, calore, prestazioni – con un minore consumo di energia. È un tema che riguarda da vicino le nostre case e gli elettrodomestici, che infatti sono classificati in base alla loro classe energetica, dalla più virtuosa alla meno efficiente.
L’efficientamento energetico, invece, è l’insieme di interventi e scelte che migliorano le prestazioni di un immobile o di un impianto e riducono sprechi, costi e impatto ambientale. L’importanza di questo tema è tale che ogni anno, il 5 marzo, si celebra la Giornata Mondiale dell'Efficienza Energetica, un’occasione per sensibilizzare cittadini, imprese e istituzioni sull’uso consapevole delle risorse e sulla riduzione degli sprechi.
Nel mercato immobiliare o in quello degli elettrodomestici, si fa riferimento di frequente al concetto di efficienza energetica. Cosa significa di preciso e perché è importante?
Per efficienza energetica si intende la capacità di un sistema di ottenere un dato risultato grazie all’utilizzo di un quantitativo minore di energia (quindi con un rendimento generale migliore). Questo comporta due importanti risultati:
In altre parole, l’efficienza energetica esprime la capacità di un certo sistema di ottimizzare i risultati a fronte di una minor spesa.
Ma, in concreto, che cos’è l’efficienza energetica? Nel caso di un immobile si parla dunque di efficienza energetica degli edifici e si fa riferimento al suo fabbisogno energetico, ovvero la quantità di energia necessaria alla casa per il mantenimento di un clima ideale. Minori sono i consumi per soddisfare il fabbisogno, migliore sarà la sua efficienza energetica.
Un edificio ha una buona efficienza energetica quando riesce a risparmiare l’energia, quando cioè adotta soluzioni e tecnologie in grado di minimizzare il consumo di energia per le sue operazioni quotidiane. Questo significa che, attraverso un'attenta progettazione, l'isolamento termico ottimale, l'uso di apparecchiature ad alta efficienza e attraverso sistemi di illuminazione a basso consumo, l'edificio riesce a mantenere il comfort interno con un dispendio energetico ridotto.
Spesso si sente parlare di efficientamento energetico per indicare l’efficienza energetica, si fa dunque riferimento allo stesso concetto. L’efficientamento energetico, però, può essere inteso anche come l’insieme di interventi volti a migliorare l’efficienza energetica di uno stabile come edifici pubblici, privati, e così via.
Spiegata la differenza tra efficienza energetica ed efficientamento energetico, vale la pena vedere anche il significato di un altro termine che spesso viene utilizzato in questo ambito, ovvero il rendimento energetico. Il rendimento energetico esprime la misura di quanto efficacemente un impianto o un dispositivo sia capace di convertire l'energia consumata in energia utile.
Nella pratica, il rendimento energetico si manifesta in diversi ambiti: dagli elettrodomestici in casa, come frigoriferi e condizionatori, ai sistemi industriali su larga scala. Un alto rendimento energetico in un elettrodomestico indica che una notevole parte dell'energia consumata viene efficacemente convertita nella prestazione desiderata, come riscaldamento o raffreddamento, mentre si riduce l'energia dissipata inutilmente, ad esempio sotto forma di calore residuo o altre inefficienze.
Conoscere il rendimento energetico di dispositivi e impianti è cruciale per diverse ragioni:
In sintesi, il rendimento energetico si rivela un indicatore chiave non solo per valutare l'efficienza di un sistema, ma anche per guidare decisioni consapevoli che possono avere un impatto significativo sul benessere del pianeta e sulla salute economica delle società.
Negli ultimi anni, l'Italia ha compiuto passi da gigante nel campo dell'efficienza energetica, sia per gli edifici che per i dispositivi, grazie soprattutto agli incentivi fiscali erogati dal governo per promuovere lo sviluppo in termini di efficienza energetica. Questi sforzi si inseriscono in un contesto più ampio di attenzione verso l'ambiente, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e conservare le risorse naturali. La recente normativa sull’efficienza energetica e l’adozione della certificazione dell'efficienza energetica (introdotta in Italia con il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, attuazione della Direttiva 2002/91/CE sulla prestazione energetica nell'edilizia) hanno come fine ultimo quello di ottenere un impatto diretto e virtuoso sul benessere del pianeta.
La questione dell'efficienza energetica tocca tutti, non solo i privati cittadini ma anche le aziende e le istituzioni, sono di fatto un pilastro dell'agenda politica sia a livello nazionale che europeo. La regolamentazione in materia è diventata sempre più dettagliata e coinvolge sia il settore civile che quello industriale.
La necessità di questa evoluzione normativa è resa evidente dall'aumento esponenziale del consumo energetico globale negli ultimi decenni e dall’attenzione sempre maggiore verso le limitate risorse fossili. In risposta, le istituzioni internazionali hanno intensificato la ricerca su fonti energetiche alternative utili per il miglioramento dell'efficienza energetica di edifici pubblici, privati e industriali.
Italia ed Europa sono costantemente impegnate verso un futuro più sostenibile. Mantenersi aggiornati su queste evoluzioni è cruciale per sfruttare appieno le opportunità offerte e contribuire attivamente alla transizione energetica.
In Italia la direttiva per l’efficienza energetica si è arricchita significativamente grazie alla norma UNI CEI EN ISO 50001:2011 - "Sistemi di gestione dell'energia - Requisiti e linee guida per l'uso", e al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 115. Questa direttiva ha delineato un quadro chiaro per l'efficienza energetica basato sul rapporto tra prestazioni ottenute ed energia impiegata, attestato attraverso l'APE (Attestato di Prestazione Energetica) e stimolato da diverse agevolazioni. Analizziamo le principali.
Il Superbonus 110%, introdotto con il Decreto Rilancio (DL 34/2020), rappresenta una tra le evoluzioni più notevoli in questo ambito. L’incentivo ha permesso una detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute fino al 2023 per interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, con l’obiettivo di ammodernamento energetico e la sicurezza degli edifici residenziali. Nel tempo, però, l’agevolazione è stata indebolita, prima con la riduzione dell’aliquota dal 2024, poi con la definitiva archiviazione da parte della Legge di Bilancio 2026. Nel 2026, il Superbonus è stato prorogato solo per immobili situati in aree colpite da eventi sismici.
L'Ecobonus e il Bonus Casa sono due incentivi chiave nel panorama degli sforzi italiani per migliorare l'efficienza energetica degli edifici. L'Ecobonus offre detrazioni fiscali fino al 50% per interventi specifici volti a incrementare l'efficienza energetica, come l'isolamento termico (ad esempio con l’applicazione di un cappotto termico), la sostituzione di impianti di riscaldamento e l'installazione di impianti fotovoltaici.
Il Bonus Casa, invece, promuove il recupero del patrimonio edilizio attraverso una detrazione del 50% (e in alcuni casi più), applicabile a lavori di ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria. Mentre l'Ecobonus è focalizzato sull'efficientamento energetico e l'introduzione di tecnologie sostenibili, il Bonus Casa si rivolge a un'ampia gamma di interventi edilizi, e sottolinea l'importanza di mantenere e valorizzare gli immobili esistenti.
Va detto che i vari incentivi sono destinati a subire ulteriori revisioni normative che riflettono l'impegno dell'Italia verso una maggiore sostenibilità, come l'annunciata possibile eliminazione delle detrazioni per le caldaie a gas naturale dal 2025.
Il settore in Italia, come nel resto dell'Unione Europea, è disciplinato da una serie di direttive e regolamenti che promuovono l'efficienza energetica degli elettrodomestici e informano i consumatori sulla performance energetica dei prodotti. Le direttive iniziali, come la 92/75/CEE e la successiva 2010/30/UE, hanno posto le basi per l'etichettatura energetica, attraverso una scala di classi di efficienza energetica da G ad A+++ che aiuta i consumatori a identificare i prodotti più efficienti.
Il quadro normativo è stato ulteriormente rafforzato dal Regolamento (UE) 2017/1369, che non solo ha aggiornato il sistema di etichettatura energetica, ma ha anche introdotto criteri più rigorosi per la classificazione dell'efficienza energetica, con il graduale passaggio della scala a un nuovo sistema semplificato che va da A a G. Questo aggiornamento mira a rendere le etichette più comprensibili e a stimolare l'innovazione e l'adozione di tecnologie più efficienti da parte dei produttori.
Oltre a ciò, il Regolamento (UE) 2019/2024 specifica i requisiti di progettazione ecocompatibile per i frigoriferi domestici, nell’ottica di contribuire a ridurre il consumo energetico complessivo e l'impatto ambientale dei prodotti durante il loro ciclo di vita.
Tra gli elettrodomestici per cui è obbligatorio indicare la misura di efficienza si annoverano: congelatori, lavatrici, lavastoviglie, lampadine, forni elettrici, televisori, climatizzatori e asciugatrici.
Insieme, questi regolamenti costituiscono un solido impianto normativo che guida sia i produttori che i consumatori verso scelte più sostenibili, a dimostrazione dell'impegno dell'UE e dell'Italia per un futuro energetico efficiente e responsabile.
Rispetto agli immobili, il certificato di efficienza energetica (o, più precisamente come accennato poc’anzi, Attestato di Prestazione Energetica - APE), è quel documento che descrive le caratteristiche energetiche di un immobile tramite una scala che va da A4 a G. Si tratta di una indicazione fornita obbligatoriamente da chi vende o affitta un immobile.
Dal 2012, tutti gli annunci immobiliari indicano anche gli indici di prestazione energetica dell’immobile. L’Attestato di Prestazione Energetica di un edificio raccoglie i suoi dati generali, come la destinazione d’uso (residenziale o non residenziale), il tipo di immobile (intero edificio, unità immobiliare o gruppo di unità immobiliari), la motivazione o il tipo di contratto per cui si fa richiesta (per esempio: compravendita, nuova costruzione o locazione).
Vengono poi aggiungi tutti i dati catastali e altri dati identificativi, il comune e l’indirizzo, l’anno di costruzione, la superficie e il volume. L’APE, che ha una durata di 10 anni, identifica quindi la prestazione energetica globale e del fabbricato: che tipo di servizi energetici sono presenti (illuminazione, climatizzazione invernale o estiva, produzione di acqua calda sanitaria, etc), da quale fonte proviene l’energia utilizzata, il suo consumo annuo e le raccomandazioni per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica dell’immobile al fine di migliorarne l’efficienza.
Se si ha la possibilità di seguire la costruzione dell’immobile fin dall’inizio, la soluzione migliore è gestire l’efficienza energetica della casa fin dalle prime fasi di progettazione. Oggi le misure da impiegare per migliorare sensibilmente i sistemi di efficienza energetica sono sempre più numerose e sempre più alla portata di tutti. Se invece l’immobile è già stato costruito, è possibile ricorrere comunque ad alcuni interventi di efficientamento energetico, anche senza ristrutturazioni importanti, volti a migliorarne l’efficienza sotto diversi punti di vista.
Come abbiamo visto, l’Attestato di Prestazione Energetica, tra le altre cose, individua e suggerisce gli interventi volti a gestire e migliorare l’efficienza energetica di un immobile. Ad esempio, una necessità potrebbe essere quella di rivestire con materiale isolante le strutture verticali rivolte verso l’esterno al fine di ridurre la perdita di calore in inverno e l'ingresso di calore in estate e di conseguenza utilizzare meno energia per riscaldare o raffreddare la casa (oltre a mantenere una temperatura interna più costante e confortevole e ridurre il rischio di condensa e muffe, che possono avere effetti negativi sulla salute degli abitanti).
Nell’attestato viene indicato il tipo di intervento da compiere, se questo comporta un intervento importante e il tempo di rientro dell’investimento espresso in anni.
Migliorare l’efficienza energetica di una casa passa dai grandi interventi di efficientamento energetico fino ai piccoli ritocchi:
La classe energetica di una casa viene calcolata in base a diversi fattori, tra cui l'esposizione, la tipologia degli impianti e il tipo di infissi.
La scala di classificazione energetica degli edifici va da A4 a G e rappresenta il livello di efficienza energetica di un edificio, dove A4 indica l'efficienza massima e G la minima, tale scala di basa sull'EPgl (Energia Primaria Globale, unità di misura della prestazione energetica di un edificio), che misura il consumo annuo di energia primaria dell'edificio per metro quadro.
Ad esempio, una casa di classe A4 ha un consumo inferiore agli 0,4 EPgl, mentre una casa di classe A1 ha un consumo compreso tra 0,81 EPgl e 1,00 EPgl.
Per migliorare l’efficienza energetica di una casa, è importante poter contare su degli elettrodomestici con una buona classe energetica.
Ma cosa significa classe energetica A, A+ o magari A+++ degli elettrodomestici?
Prima di tutto, va ribadito che la nuova classificazione energetica degli elettrodomestici ha eliminato le classi A+, A++ e A+++. Oggi si parla quindi unicamente di classi dalla A alla G; il reale consumo di riferimento assegnato a ogni classe cambia però tra i vari dispositivi.
Un frigorifero di classe A, per esempio, ha un consumo uguale o inferiore ai 100 kWh (Kilowattora) annui, mentre una lavastoviglie di classe A deve avere un consumo uguale o inferiore ai 100 kWh per 100 cicli. Appare quindi chiaro come il significato della classe energetica A – e delle altre classi - cambia al variare della tipologia di elettrodomestico preso in considerazione.
Qual è la differenza tra efficienza energetica ed efficientamento energetico?
L’efficienza energetica è la capacità di consumare meno energia a parità di prestazioni, mentre l’efficientamento energetico è l’insieme degli interventi concreti che migliorano le prestazioni di un edificio o di un impianto.
Quali sono gli incentivi per l’efficienza energetica in Italia?
Tra i principali incentivi ci sono l’Ecobonus e il Bonus Casa (bonus ristrutturazioni), che prevedono detrazioni fiscali per lavori di riqualificazione e miglioramento energetico.
Cos’è l’APE?
L’Attestato di Prestazione Energetica è il documento ufficiale che certifica la classe energetica di un immobile e ne descrive i consumi, obbligatorio in caso di vendita o locazione.
Quando si celebra la Giornata Mondiale dell’Efficienza Energetica e qual è il suo obiettivo?
La Giornata Mondiale dell'Efficienza Energetica si celebra ogni anno il 5 marzo. La ricorrenza nasce per commemorare la prima Conferenza Internazionale sull’Efficienza Energetica, tenutasi nel 1998, e ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, aziende e istituzioni sull’importanza di ridurre i consumi energetici e limitare l’impatto ambientale delle nostre abitudini quotidiane.
La giornata promuove azioni concrete come l’utilizzo di elettrodomestici ad alta efficienza, il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici e l’adozione di fonti di energia rinnovabile.
La classe di efficienza energetica ha la stessa valenza nel caso delle abitazioni e degli elettrodomestici?
Sì, la classe energetica vale in entrambi i casi, ma per le abitazioni valuta l’intero edificio, mentre per gli elettrodomestici misura l’efficienza del singolo apparecchio.
03 marzo 2026 |